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Valle d’Aosta (1) – La bassa valle centrale

Ho trascorso numerose estati in Valle d’Aosta, adesso è mia intenzione organizzare una serie di appunti e di foto scattate nel corso degli anni per descrivere questa regione che mi ha fatto imparare a conoscere e ad amare la montagna in tutti i suoi aspetti.

Il primo propone la visita a dei luoghi adatti a tutti, situati lungo l’arteria principale della valle, prima di arrivare ad Aosta. Si tratta per la maggior parte di castelli, quasi tutti visitabili all’interno, che evidenziano una regione non importante solo dal punto di vista naturalistico, ma ricca di storia.

Appena arriviamo in Val d’Aosta, percorrendo l’autostrada lungo la stretta valle solcata dalla Dora Baltea, ci si rende conto di quanto sia impervia, costituita da strette gole e alte pareti. Sulle alture, spesso isolate dal corso del fiume, nei luoghi strategici per l’avvistamento, si trovano numerosi castelli. Da ogni castello si vede il precedente e il successivo, nel solco della valle, così le comunicazioni potevano essere “veloci” usando segnali luminosi.


Donnas

Paese a 322 metri di altitudine nella parte sud orientale della valle, fu luogo di transito fin dall’antichità. I Romani, dopo la conquista della Valle d’Aosta, costruirono un’ampia strada che percorreva la valle centrale, risalendo ai valichi del Piccolo San Bernardo, verso la Francia (Alpis Graia) e del Gran San Bernardo, verso la Svizzera (Alpis Poenina). Il tratto della via consolare romana delle Gallie, che attraversa Donnas fu in parte intagliato a strapiombo nella roccia per evitare le acque della Dora Baltea, adesso corre a fianco della Statale 26 ed è ben conservato.


Bard

Il borgo di Bard sorge a 400 metri sul livello del mare a ridosso di uno sperone roccioso, che già in passato ospitava un castello medievale, e oggi sede del Forte di Bard di epoca napoleonica. La particolare orografia del luogo permise il controllo del passaggio lungo la strada principale della valle, con l’imposizione di pedaggi.

Nel 1800 la fortezza ebbe il suo momento di gloria: qui l’esercito austriaco sbarrò la strada a Napoleone per due settimane, costringendolo ad aggirare l’ostacolo attraversando il sovrastante Colle di Albard. Alcune case nel paese conservano ancora i fori dei proiettili dell’ assedio di Napoleone.

Il forte è stato ristrutturato recentemente e aperto al pubblico, siccome è costruito su vari livelli è raggiungibile dal borgo con un ascensore.


Machaby e Arnad

Arnad, paese situato lungo la Statale 26 è famoso per il suo lardo ottenuto da maiali allevati a castagne e  fatto riposare per almeno tre mesi in recipienti di legno di castagno ricoperto da sale e spezie locali. Nel paese, interessante testimonianza di architettura romanica risalente ai secoli XI e XII, è la chiesa di San Martino.

Salendo sopra Arnad si superano i terrazzamenti con i vigneti tipici della zona e ci si inoltra in un bosco di castagni. Improvvisamente appare il Santuario di Machaby, già nominato in un documento del 1227, ma interamente ricostruito nel 1687. A poca distanza dalla strada statale, isolato a 696 metri di altitudine, il silenzio è grande e la tranquillità assicurata. Non lontano dal Santuario si trovano le fortificazioni costruite per ostacolare il passaggio di Napoleone.


Issogne

Issogne, signoria del vescovo di Aosta, fu oggetto di contese con i signori di Verrès, tanto che nel 1379 fu ceduta a Ibleto di Challant, signore di Verrès. Questo fece ricostruire la torre e la trasformò in castello residenziale che assunse l’aspetto attuale alla fine del ‘400.

Il palazzo a ferro di cavallo è affacciato un giardino all’italiana e su su un ampio cortile al cui centro si trova una fontana in ferro forgiato detta del Melograno, simbolo di prosperità. Il castello si trova nel centro del paese ed è visitabile, purtroppo non è possibile fotografare l’interno.


Verres

Il paese è situato all’ imbocco della Val d’Ayas ed era una stazione di posta lungo la via consolare delle Gallie. Alla fine del X secolo venne fondato il priorato di Saint-Gilles ai piedi dello sperone roccioso dove sorge il castello.

Il Castello di Verrès, uno dei più noti della valle, è un castello medievale che domina da un promontorio il paese.Si tratta di una costruzione cubica di 30 metri di lato con mura spesse due metri e mezzo. Fu costruito da Ibleto di Challant, sepolto in una cappella nel priorato di Saint-Gilles, e terminato nel 1390. Nel 1536 Renato di Challant completò il castello con fortificazioni esterne e l’antiporta con il ponte levatoio. Successivamente il maniero passò ai Savoia e nel 1894 divenne proprietà dello Stato.

 


Montjovet

Procedendo vero Saint-Vincent, si trova Montjovet. Il territorio fu sede di insediamenti preistorici, gallici e romani. Il toponnimo deriva da Mons Jovis, attribuito dai romani allo sperone roccioso su cui costruirono un villaggio. Dalla strada statale si notano i ruderi del castello di Saint-Germain costruito nel X e XI secolo e appartenuto agli Challant e ai Savoia. Dopo il trasferimento della guarnigione militare al forte di Bard nel 1661, fu definitivamente abbandonato.

 


Ussel

Il castello di Ussel è uno dei castelli medievali della Valle d’Aosta. Si trova in cima ad un costone roccioso che domina il paese di Châtillon, in posizione tale da garantire il controllo dell’imbocco della Valtournenche e del fondovalle della Dora Baltea.

Costruito dagli Challant nel 1343, è una massiccia struttura a pianta rettangolare ingentilita da bifore, da una fascia di archetti ciechi e da una vistosa merlatura. Nel corso dei secoli non ha subito interventi edilizi successivi e quindi è particolarmente importante dal punto di vista storico-architettonico. Ridotto a rudere, divenne proprietà della Regione nel 1983  e fu restaurato, grazie anche al finanziamento del Barone Bich, industriale originario di Châtillon famoso in tutto il mondo per le sue celebri penne a sfera. Oggi è sede espositiva e visitabile solo in occasione delle mostre.

 


Cly

Il castello di Cly è un maniero medievale che si trova nell’omonima frazione del comune di Saint-Denis. Appartiene alla tipologia di castelli cosiddetti primitivi, costituiti da una torre centrale (donjon) spesso a pianta quadrata circondata da un’ampia cinta muraria che racchiude anche altri edifici. La sua funzione originaria era principalmente difensiva, come dimostra la sua posizione su uno sperone roccioso a 780 metri di altitudine.

Proprietà degli Challant, passò nel 1376 ai Savoia, che amministrarono il castello per due secoli. Poi passò in mano a diverse famiglie e iniziò il suo declino. Dall’ inizio del ‘900 è proprietà del Comune di Saint-Denis e visitabile in estate.

 


Fenis

Comune molto vasto che comprende anche i valloni della Clavalitè e di Saint-Marcel, raggiungendo anche i 3513 metri della punta Tersiva. Contrariamente alle regole della lingua francese la “s” finale di Fenis va pronunciata. Il centro abitato si trova a bassa quota ed è rinomato per il castello di Fenis.

Noto per la sua architettura scenografica, con la doppia cinta muraria merlata che racchiude l’edificio centrale e le numerose torri, il castello è una delle maggiori attrazioni turistiche della valle. Costruito a partire dal XII secolo, viene citato in un documento del 1242 per una sua consegna al conte Amedeo di Savoia da parte di Goffredo di Challant. Nel 1400 Bonifacio I ristrutturò completamente il maniero per adeguarlo alle nuove esigenze residenziali della corte, ampliandolo e dotandolo, nel cortile interno, di uno scalone in pietra semicircolare che collega i ballatoi in legno. Nel cortile troviamo numerosi affreschi di Giacomo Jaquerio, maestro del gotico piemontese. Il castello è visitabile, ma non sono permesse riprese all’interno.

 

 


Nus

Siamo ormai a 12 chilometri da Aosta e a 529 metri di altitudine. Nus probabilmente deve il suo nome al nono miglio da Aosta lungo la via delle Gallie. Nella frazione di Plane, un po’ più in alto rispetto al paese, si trova il castello di Nus anch’esso costruito dalla famiglia Challant a guardia del sovrastante vallone di Saint-Barthelemy. Castello meno noto e scenografico degli altri è ancora oggi abitato e non visitabile.


Quart

A quattro miglia da Aosta si trova Quart. Qui la valle è molto più ampia e numerose sono state nel tempo le alluvioni della Dora Baltea, una delle quali nel 1449 distrusse la chiesa parrocchiale di Sant’Eusebio, ricostruita qualche anno dopo. Il territorio fu occupato dai Salassi e dai Romani e successivamente dalla famiglia di Porta Sancti Ursi, così chiamata dal quartiere di Aosta di cui era originaria. La famiglia si arricchì con i pedaggi di transito e di occupazione delle sue proprietà per fiere e mercati e nel XII secolo si trasferì nel castello di Quart. Attualmente il castello è di proprietà della regione ed è in fase di restauro.