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Anello attorno alle Tre Cime di Lavaredo

Una delle escursioni imperdibili nelle Dolomiti è il giro delle Tre Cime di Lavaredo.

Si può esaurire in un itinerario di circa 10 chilometri (in rosso sulla carta), oppure allungare il percorso di altri 5 chilometri (tracciato blu), aggirando anche il Monte Paterno. La parte iniziale e quella finale dei due percorsi coincidono.

 

 

Si raggiunge in auto (“Strada delle Tre Cime” a pedaggio) il rifugio Auronzo (2320m).

Già dal rifugio la vista sulle montagne circostanti è notevole.

Il sentiero inizialmente è molto affollato. Ci sia allontana dal rifugio Auronzo e si costeggiano le pareti Sud delle Tre Cime, da qui non hanno la classica struttura per la quale sono famose.

Si arriva al rifugio Lavaredo (2344 m) e da qui ci sono due possibilità.

Il percorso più “corto” dalla Forcella Lavaredo (2454 m) verso il rifugio Locatelli, oppure quello più lungo aggirando il Paterno e la Croda Passaporto fino alla forcella Pian di Cengia.

Nel primo caso dalla Forcella Lavaredo si ha una vista “di taglio” delle Tre Cime e una panoramica verso il rifugio Locatelli e tutte le Dolomiti di Sesto.

Panoramica dalla Forcella Lavaredo

Mentre continuando il giro “lungo” si costeggia il lago di Lavaredo e si scende sulla larga mulattiera che corre lungo il fianco della Croda Passaporto.

Prima di arrivare alla forcella Pian di Cengia, da cui inizierà la discesa, ci fermiamo per il pranzo e ammiriamo la Croda dei Toni: la Cima Dodici delle Dolomiti di Sesto (vedi anche http://antonellagalardi.altervista.org/giro-cima-delle-crode-fiscaline-alta-pusteria/).

Dalla Forcella Pian di Cengia (2522 m) si ha un bel panorama verso il rifugio Locatelli, i Laghi dei Piani, la Torre Toblin con il vicino Sasso di Sesto, la Torre degli Scarperi e i Baranci.

La forcella si presenta come un largo e ripido canalone ghiaioso, a volte  innevato in alcuni punti anche in piena estate. Per scendere bisogna fare attenzione a non scivolare.

Alla fine della ripida discesa inizia una lunga diagonale sotto le Crode dei Piani. Attira l’attenzione il lago dei Piani, a volte ghiacciato a volte no, ma con splendidi sfondi.

Ormai in prossimità del rifugio Locatelli, ci voltiamo indietro, la Forcella Pian di Cengia appare lontana.

Il rifugio Locatelli-Innerkofler o Dreizinnenhütte (2450 m) fu distrutto durante la prima guerra mondiale e fu ricostruito nel 1922. Antonio Locatelli era diventato famoso per le sue imprese aereonautiche nella Prima Guerra Mondiale. Recentemente al suo nome è stato affiancato quello di Sepp Innerkofler, che si arruolò come volontario negli Standschützen tirolesi con compiti di guida alpina e ricognizione e morì poco dopo durante un attacco al Monte Paterno.

Una sosta al rifugio e nei dintorni è necessaria per ammirare il panorama sulle Tre Cime, i laghi dei Piani e il Monte Paterno.

Il Rifugio Locatelli e la cappelletta poco più in alto
Una panoramica più ampia con uno dei Laghi dei Piani, il Paterno e le Tre Cime
I Laghi dei Piani con ditro la Croda dei Toni e le Crode Fiscaline

Inizia qui il ritorno al punto di partenza. Ci si reimmette nel percorso “breve” proveniente dalla Forcella Lavaredo. Questo tratto, molto panoramico, prevede una discesa nel Pian di Rienza, dove sono le sorgenti del fiume, e una risalita piuttosto ripida. Forse è il più faticoso, visto che abbiamo alle spalle già diversi chilometri di marcia. Arriviamo di fronte alle pareti Nord delle Tre Cime lungo la Grava Longia.

Qualche panoramica da questo tratto di percorso:

 

 

 

 

Proseguendo verso il Col Forcellina (2232 m) si può ammirare l’ultimo grandioso scenario, meglio di pomeriggio inoltrato, quando le pareti a Nord iniziano a essere illuminate.

 

Una diagonale su uno scosceso pendio detritico porta al Col Forcellina.

Superato il Col Forcellina si rivedono i Cadini di Misurina. Da qui in breve siamo di nuovo al Rifugio Auronzo, una nuvola si è insinuata tra le guglie delle Tre Cime, una vacca ci osserva incuriosita.