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Le chiese di Verona

Un percorso attraverso le chiese di Verona: San Zeno, la cattedrale, Sant’Anastasia, San Fermo e San Lorenzo

Basilica di San Zeno Maggiore

Uno dei capolavori del romanico lombardo. Dall’esterno la chiesa è affiancata a sinistra dalla torre dell’Abbazia del XIII secolo e a destra dallo snello campanile del XII secolo.

La facciata

Sulla facciata spicca il rosone, conosciuta anche con il nome di “Ruota della Fortuna“, una grande finestra circolare opera dello scultore romanico Brioloto.

Il protiro fu realizzato nel 1138 dalla bottega del maestro Nicholaus. Le colonne sono sorrette da due leoni, guardiani della chiesa. Mentre in alto figure due telamoni rannicchiati sorreggono il baldacchino. Una delle figure scolpite nell’arco del baldacchino incuriosisce: sirena o uomo pesce?

Ai lati del protiro e del portale sono collocati 18 altorilievi risalenti al XII secolo, dieci a sinistra e otto a destra, disposti a coppie sotto delle arcatelle e separate da una piccola lesena, a sua volta decorata con motivi vegetali e figure zoomorfe. La realizzazione degli bassorilievi di sinistra, con scene dal Nuovo Testamento, è attribuita al maestro Guglielmo (Wiligelmo, autore dei bassorilievi del duomo di Modena) e ai suoi aiutanti, mentre quelli a destra, con scene della Genesi, appartengono a maestro Nicholaus e alla sua scuola.

La creazione di Eva, nell’altorilievo di destra
Adamo ed Eva che mangiano la mela, nell’altorilievo di destra
L’adorazione dei Magi, nell’altorilievo di sinistra
La natività, nell’altorilievo di sinistra

Il chiostro

Dalla piazza si accede all’interno della chiesa dal chiostro, unico resto insieme alla torre dell’abbazia benedettina, costruito nel X secolo e rinnovato più volte, quello attuale risale al XIV secolo.

L’interno

Risale al 1138, a parte il soffitto ligneo e la parte absidale realizzati in forme gotiche. Incuriosiscono la statua di San Zeno con l’enorme mano benedicente e gli affreschi con antichi graffiti.

La cripta

La cripta, del X secolo, restaurata nel XII, è suddivisa in 9 navate divise da 49 pilastri con capitelli romani e romanici tutti diversi tra loro. Custodisce il corpo di San Zeno. I cinque archi di ingresso furono ornati da Adamino da S.Giorgio all’inizio del XIII secolo.

Il portale bronzeo

Notevole il portale bronzeo realizzato tra il XII e il XIII secolo da diversi maestri fonditori. E’ costituito da un totale di 48 formelle di varie dimensioni. La decorazione più antica è quella visibile, nel battente di sinistra, negli episodi del Nuovo Testamento attribuito al cosiddetto “primo Maestro”: un artista di provenienza nordica, probabilmente di area germanica.

Processo a Gesù (Battente di sinistra)
San Zeno libera l’ossessa (Battente di destra)
Gesù prende la croce (Battente di sinistra)
Ultima cena (Battente di sinistra)
Fuga in Egitto (Battente di sinistra)
Battente di sinistra
Battente di destra

Il complesso della Cattedrale

Più che un singolo edificio la Cattedrale, dedicata a S.Maria Assunta, risulta essere un complesso architettonico articolato di cui fanno parte San Giovanni in Fonte, Santa Elena e il Chiostro dei Canonici.
Sulla facciata spicca il doppio protiro con colonnine tortili poggianti su due grifi, pregevole opera del maestro Nicholaus realizzato intorno al 1139. L’abside semicilindrica è scandita da una fitta serie di lesene che sorreggono la cornice sommitale, con il fregio decorato a bassorilievo. Il basamento dell’imponente campanile è una massiccia opera di epoca romanica, eretto tra il XII e il XIII secolo, su di questo si imposta un altrettanto massiccio fusto rinascimentale in marmo e la torre campanaria del XX secolo.

L’interno

Entrando colpiscono le colonne polilobate in marmo rosa e le volte a crociera. Ma l’attenzione si sposta immediatamente alla zona presbiteriale. Il tornacoro (1534-35) di Michele Sanmicheli di marmo bianco, con alte colonne, si mescola agli affreschi absidali che Francesco Torbido eseguì sui cartoni preparatori di Giulio Romano. Come non riconoscere nelle figure, quei Giganti di Palazzo Te a Mantova? (vedi http://antonellagalardi.altervista.org/mantova-dicembre-2016/)

L’atrio di S.Maria Matricolare è un suggestivo ambiente di epoca romanica che fungeva da passaggio coperto di collegamento tra la Cattedrale e la chiesa dei canonici, dedicata a S.Elena, le sei colonne sono dell’XI e XII secolo.

La chiesa di Sant’Elena e il Chiostro dei Canonici

Sorge in un’area che era precedentemente occupata dal più antico luogo di culto cristiano di Verona, sorto nel IV secolo per opera di san Zeno. Fu costruita nel IX secolo. Sottoposta a restauro dopo il terremoto del 1117 si presenta ora di aspetto romanico. Nella zona centrale del presbiterio, sono stati lasciati a vista i resti archeologici della prima basilica paleocristiana. In questa chiesa Dante Alighieri, nel 1320, discusse la sua “Questio de aqua et terra”.

Il battistero di San Giovanni in Fonte

Ricostruito in forme romaniche intorno al 1123. Al centro della chiesa è collocato il fonte battesimale ottagonale, scolpito a bassorilievo su tutti i lati, capolavoro della scultura romanica, attribuito alla bottega dello scultore Brioloto. La scelta della forma ottagonale non è casuale, ma simbolica. Il numero otto allude all’ottavo giorno, quello che conclude la settimana terrena e indica il tempo eterno che verrà con il Giudizio Universale.

L’annuncio ai pastori
La natività
L’adorazione dei Magi
Erode ordina la strage
La strage degli inoocenti
Fuga in Egitto

Basilica di Sant’Anastasia

E’ la chiesa più grande di Verona in forme gotiche. Si trova in punto centrale della città nell’area terminale del decumano massimo della città d’epoca romana, in prossimità del punto in cui l’ampio meandro del fiume Adige è tagliato dal ponte Pietra. La struttura della chiesa fu completata entro la metà del Quattrocento, ma nei secoli successivi vennero eretti nuovi altari e cappelle.All’interno colpiscono i decori floreali delle volte e la pavimentazione con marmo rosso veronese, bianco d’Istria e basanite nera: colori simbolici che rimandano alla veste domenicana e al sangue della Passione di Cristo e dei santi martiri. Le acquasantiere sono sorrette da gobbi.

San Fermo Maggiore

I santi Fermo e Rustico dopo essere stati arrestati in seguito alle persecuzioni dell’inizio del IV secolo, furono condotti a Verona dove vennero torturati e decapitati in riva all’Adige il 9 agosto del 304 d.C. In questo luogo venne edificato un luogo di culto, anche se le prime tracce documentate risalgono all’VIII secolo. La chiesa è un esempio dello stile gotico diffuso in Italia dall’Ordine dei Frati Minori.

La chiesa superiore

Ad unica navata, a croce latina, la chiesa termina con 5 absidi ed è contraddistinta da numerosi altari e cappelle laterali. Notevole è il soffitto ligneo, a carena multipla. Questa struttura di copertura è inoltre decorata da due “gallerie di Santi” composte da 416 dipinti su tavoletta del XIV secolo. Il presbiterio, rialzato di tre gradini, è separato dall’aula mediante un tornacoro semicircolare.

Splendide, inoltre, le due Crocifissioni dipinte da Turone di Maxio (artista lombardo del XIV secolo molto attivo a Verona) sopra i portali.

A proposito di Crocifissione, colpisce anche quella nella cappella a sinistra del tornacoro, recuperata recentemente, in quanto ricoperta di calce nel corso dei secoli. Di scuola giottesca con i piccoli angeli affranti dal dolore.

La chiesa inferiore

La chiesa inferiore è divisa in 4 navate e chiusa da tre absidi. Dell’originario assetto benedettino restano le volte a crociera, la quadripartizione delle navate e l’apparato decorativo: una delle più antiche testimonianze pittoriche di tutto il complesso. Sono più di 70 gli affreschi conservati nella chiesa inferiore: per la maggior parte si tratta di immagini votive dipinte sui pilastri.

Nella zona presbiterale una delicata decorazione a motivo vegetale fa da sfondo ad un crocifisso ligneo del XV secolo.

Tra i più antichi affreschi vanno segnalati un Battesimo di Cristo ed una Madonna Allattante con S. Elena, opere probabilmente dello stesso autore: un anonimo della metà del XII secolo. All’intervento trecentesco dei Frati minori è ascrivibile una delle immagini più antiche di S. Francesco. Interessante anche l’affresco, di matrice bizantina, in cui Dio Padre tiene in braccio il figlio con le sacre scritture in mano. Ricorre spesso sulle colonne e nelle volte il doppio cerchio con il fiore a sei petali, simbolo di ascendenza antichissima, emblema di Cristo risorto nella simbologia cristiana; utilizzato per evocare la potenza protettiva, la sua configurazione deriva da un cristogramma nato dalle lettere greche X e P .

San Lorenzo

In un angolo nascosto di Verona, ci si imbatte quasi per caso nella Chiesa di San Lorenzo, basilica romanica edificata nel XII secolo. La facciata è dominata da due torri circolari, uno dei rari esempi di architettura normanna presente nel nord Italia. La navata centrale è sormontata da capriate di legno che sorreggono il tetto, mentre sulle navate laterali si innalzano come un loggiato i matronei (le zone un tempo riservate alle donne) il cui prospetto è scandito da una successione di bifore intervallate da pilastri che salgono fino al tetto.

fonti

https://www.chieseverona.it