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Il vallone di Elva in Val Maira

La Val Maira, in provincia di Cuneo, fa parte delle Alpi Cozie. Una cinquantina di chilometri che dalla pianura nei pressi di Cuneo sale fino alle vette alpine mostrando valloni verdeggianti e ambienti severi con strade strette scavate nella roccia. La Val Maira è una delle valli occitane nelle Alpi italiane. Nessuna strada percorribile in auto la collega direttamente alla Francia, ma i comodi valichi hanno permesso nel corso dei secoli il mantenimento di stretti rapporti tra le popolazioni dei due versanti delle Alpi.

Oltre alla natura, sono ben mantenute antiche strutture architettoniche che testimoniano un passato di religiosità, di arte e di lavoro.

Dei tanti percorsi che si possono fare, ne scelgo uno, misto, con spostamenti in auto, brevi passeggiate e visite a chiese che spiccano da lontano con i loro aguzzi campanili: quello che dalla valle centrale porta ad Elva.

La strada per Elva che parte da Ponte Maira, con gallerie, pareti dirupate e tanti massi sulla carreggiata

La via più veloce e diretta per Elva è la strada che percorre “il vallone dell’orrido”. Voluta da Giolitti alla fine del XIX secolo, è un susseguirsi di gallerie scavate nella roccia e pareti a picco per una decina di chilometri. Attualmente è chiusa al traffico per il costante pericolo di caduta massi. La curiosità ci spinge a percorrere un breve tratto a piedi, notiamo che diverse auto continuano a passarci, ma crediamo sia meglio non sfidare la sorte e affrontare la più “comoda” strada che sale da Stroppo.

La SP335 che passa da Stroppo è estremamente tortuosa e panoramica: in 17 chilometri permette di ammirare chiese, di visitare piccoli insediameti su pendii assolati e di fare delle belle passeggiate tra tradizioni e storia.

Stroppo

Iniziando la salita, spicca il campanile in stile gotico della chiesa di San Giovanni Battista nella frazione Paschero, sede del comune di Stroppo. Più in alto un altro svettante campanile ci colpisce: si tratta della chiesa di San Peyre.

San Peyre

Su un panoramico sperone roccioso a 1223 metri di altitudine si trova una delle chiese più antiche della valle. E’ San Peyre, dedicata ai santi Pietro e Paolo. All’esterno si notano: il tetto in lose, un campaniletto a vela e un campanile in stile gotico a quattro piani con un’aguzza cuspide.

Di solito la chiesa è chiusa, ma degli operai stanno riparando l’impianto elettrico così, grazie a loro, possiamo ammirare l’interno. Esso è a tre navate in stile romanico e due absidi contenenti affreschi di almeno quattro pittori ignoti, i più antichi dei quali risalgono alla metà del trecento.

Nell’abside minore si trovano quelli che più esprimono una spiritualità popolare: la Natività con la Madonna adagiata in un letto e il pastore che suona la cornamusa.

Morinesio e il Santuario di Santa Maria

Borgata di Stroppo, il paese si presenta in buona parte ristrutturato. Si trovano infatti numerosi appartamanti, case vacanze e B&B. Vi si possono ammirare le tipiche case in pietra con le colonne davanti all’ingresso. Sulle alcune facciate, a protezione degli abitanti dalle forze negative e dal malocchio, ci sono pitture murali raffiguranti la Madonna o i Santi.

 

Il santuario è situato ai margini di una conca erbosa che termina a precipizio sulla vallata sottostante. Da qui si gode di un’ampia visuale sulla valle Maira e su parte della pianura cuneese. Un tempo era meta di pellegrinaggi da tutta la Val Maira e dalle vicine valli Varaita e Grana. Fu costruito nel ‘700 nel luogo dove esisteva una cappella del XiV secolo dedicata a Maria Consolata.

San Martino

San Martino di Stroppo è l’ultima borgata del comune sulla strada per Elva a 1431 metri di altitudine. Arroccato a picco sulla valle, sembra che il tempo si sia fermato. Nonostante ci siano strutture che ospitano turisti, tutto è rimasto immutato, nessun restauro invasivo ha deturpato le strutture originali. Percorrendo i vicoli scoscesi, si arriva alla chiesa piccolissima e coloratissima all’interno. A fianco c’è il bevedere dal quale la vista è spettacolare. Vento e silenzio ci fanno compagnia.

Elva

Si dice che Elva erediti il suo nome dal pino cembro, elvo in lingua d’oc. Questi alberi furono utilizzati dai romani per il pregiato legno e sostituiti nel tempo da larici che permettevano ai pastori il pascolo sotto le loro fronde.

Elva si trova in una posizione molto isolata, lontana dalle principali vie di comunicazione della valle Maira. Gli abitanti emigrarono alla fine dell’Ottocento alla ricerca di lavoro, in pianura o verso la Francia. L’attività che ha caratterizzato nel tempo Elva è stata quella dei Caviè, ovvero delle persone che raccoglievano e facevano commercio dei capelli. I capelli delle donne di campagna venivano comprati e trasformati in richiestissime parrucche alla corte francese o inglese.

A 1637 metri di altitudine oggi ha solo 95 abitanti, ma delle bellezze inimmaginabili.

Colle San Giovanni e Lou Viol

Il Colle San Giovanni (1875 metri) è un’ampia spalla di ondulati pascoli al limitare di un lariceto, con una splendida veduta sulla testata della conca di Elva e sull’incombente Monte Chersogno. Sul Colle a 10 minuti di cammino dalla strada che porta a Elva, si trova la caratteristica chiesetta circolare dedicata a San Giovanni. Poco lontano il belvedere si affaccia sulla valle, con una placca panoramica che indica le vette.

A Spass per Lou Viol è un percorso di circa 30 chilometri che si snoda principalmente su antiche mulattiere toccando tutte le borgate di Elva. Ne percorriamo una piccola parte che ci permette comunque di ammirare natura e panorami. Lungo il percorso si trovano pannelli illustrativi del territorio e della storia, con estratti delle poesie di Piero Raina, poeta contadino nato nel 1921 e morto nel 2009, che ha sempre raccontato la sua montagna e la sua gente, a volte con parole di dolore. Trascrivo questi versi che mostrano l’amore per la natura di quella terra e allo stesso tempo l’abbandono e il destino di solitudine.

“….Per farti gentile e timorosa andremo in cerca di mammole nei boschi. Per farti coraggiosa ascolteremo le notte il turbinare del vento e della neve….”

“…. L’ossa gialle degli Antenati          Affioreranno all’alba          Dai muretti scalzati degli orti.    Lasciate fratelli la terra dei padri.     Fuggite fratelli la terra dei morti.       A sudare non val più la pena A piangere non serve più a niente”

La borgata Serre di Elva e la parrocchiale di Santa Maria Assunta

Dal Colle San Giovanni la strada si dirama, da una parte sale al colle Sampeyre, dall’altra scende a Serre, borgata capoluogo di Elva. Lungo la discesa si trova la cappella dei Santi Pietro e Paolo con l’abside rotonda e le colonne davanti all’ingresso. Nel borgo, vecchie abitazioni tra cui la casa della Meridiana coesistono con ristrutturazioni per ospitare turisti.

Nella piazza centrale si trova il più importante edificio, storicamente e artisticamente, nel comune e forse in tutta la valle: la parrocchiale di Santa Maria Assunta.  All’interno le pareti e il soffitto del presbiterio sono completamente affrescati. Tra questi affreschi spiccano quello sulla parete di fondo dedicato alla crocefissione e il ciclo sulla vita della Madonna datati 1493 e attribuiti a Hans Clemer, artista di origine fiamminga del quale si conosce poco la storia, detto il “Maestro di Elva”.

Notevole anche il fonte battesimale, in pietra scolpita, un’acquasantiera costruita dai fratelli Zebreri di S.Damiano Macra datata 1463. Sempre databile alla fine del XIV  è l’ arco trionfale attraverso il quale si accede al presbiterio, decorato da statuette tra cui l’edicola con la Madonna, i diavoli con gli umani nel pentolone la sirena bicaudata.

Colle Sampeyre

Dal colle San Giovanni si può salire al colle Sampeyre che mette in comunicazione la val Maira con la val Varaita. A 2284 metri di altitudine è uno dei pochi valichi stradali delle Alpi Cozie sopra i 2000 metri. Fa parte della Strada dei Cannoni, percorso di 26 km realizzato intorno al 1740 dall’esercito piemontese per collegare la Valle Stura alla Valle Varaita attraverso la Valle Maira. Dal Colle di può percorerre una mulattiera che porta ad Ovest verso il colle della Bicocca (circa 6 Km) e il Pelvo d’Elva, a Est verso la bassa val Maira per molti chilometri. Bellissimi i panorami a Nord sul Monviso e la Val Varaita e a Sud sulle Alpi Marittime.

 

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