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Giro ad anello della Tofana di Rozes

Un bel giro ad anello di circa 10 chilometri attorno ad una delle cime dolomitiche che circondano Cortina d’Ampezzo.

Partendo dal rifugio Dibona (2030 m) che si può raggiungere in auto, il dislivello complessivo è inferiore ai 600 metri.

Si attraversano ghiaioni, cengie e si può sostare al Rifugio Giussani (2580 m). Si incontrano ruderi, cascate e si percorre anche una parte nel bosco. Il tutto con uno stupendo panorama sulle principali vette che fanno da anfiteatro alla conca di Cortina.

Ma andiamo con ordine a raccontare l’escursione.

Nei dintorni del rifugio il panorama è già notevole

Proseguendo il sentiero si giunge ad una vecchia stazione della teleferica e si prosegue verso la forcella che separa la Tofana di Rozes da quella di Mezzo.  Su una ripida sassaia tra enormi massi e zig zag, si giunge in vista del rifugio Cantore.

Il rifugio Cantore

Nei pressi della Forcella Fontananegra (2580 m), fu inaugurato nel 1886 col nome di rifugio Tofana e distrutto durante la Grande Guerra. Nel settembre 1921, dopo aver ristrutturato una grande caserma degli Alpini, la Sezione del CAI di Cortina vi aprì il rifugio dedicato al Generale Antonio Cantore, morto qui nel 1915.

A breve distanza dal rifugio Cantore si trova il rifugio Giussani

I resti della prima guerra mondiale sono evidenti, suggestive le installazioni dedicate alla montagna.

Una foto panoramica con a destra la Tofana di Rozes e a sinistra il rifugio.

Inizia la discesa al circo glaciale del Majariè tra le macerie di un tratto franoso. Qui sono evidenti i resti delle prima guerra mondiale, alcune rocce sono scavate per ricavare rifugi e postazioni di avvistamento.

Al reinserimento del sentiero nella Val Travenanzes si giunge ad un bivio, da una parte la Ferrata del Menighel, dall’altra il sentiero “facile”. Optiamo per quest’ultimo anche se in alcuni tratti è dissestato e piuttosto esposto.

Si risale lungo la parete occidentale della Tofana di Rozes fino alla Forcella Col dei Bos (2331 m). Qui è possibile distinguere dalla parete della Tofana il Castelletto, sperone di roccia completamente scavato nella WWI e altri resti della guerra, una lapide ricorda i caduti.

Non resta che percorrere il sentiero lungo la parete sud della Tofana e tornare al rifugio Dibona.

I panorami sono di nuovo aperti e notevoli; con la luce del pomeriggio le vette assumono maggiore tridimensionalità.

Le guglie della Croda da Lago

Intorno al rifugio Dibona, colpiscono ancora una volta le formazioni rocciose lungo il sentiero che porta al Giussani.

La cartina del percorso.