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Valle d’Aosta (3) – Deviando dalla valle centrale

La Valle d’Aosta è formata da numerose valli laterali che si diramano da quella centrale. A esclusione della Valle del Gran San Bernardo e della Valle di La Thuile,  tutte le altre valli non hanno valichi percorribili con le auto, in quanto sono chiuse, alla loro testata, dalle montagne più alte dell’Europa. Percorrendole in auto si possono raggiungere facilmente, eventualmente con una breve passeggiata, luoghi incantevoli, con viste su cime importanti e imponenti.

Inizio una descrizione, ordinata per valle, di luoghi raggiungibili da tutti, che ritengo più significativi e piacevoli.


Appena entrati in Valle d’Aosta a Pont St-Martin si trova la deviazione per la lunga valle di Gressoney che porta alle pendici del Monte Rosa. E’ percorsa dal torrente Lys che nasce alle falde della Piramide Vincent nel gruppo del Rosa. E’ lunga circa 38 chilometri e sale dai 345 metri di altitudine di Pont- Sain-Martin ai 1635 metri di Gressoney La Trinitè.

Fontainemore

Percorsi 10 chilometri da Pont-Saint-Martin si trova Fontainemore. Qui un ardito ponte in pietra a una sola campata di 22 metri collega le due sponde del torrente Lys. Secondo alcuni il toponimo deriva da Fontaine de Maur in quanto San Mauro nel 543, arrivato da Oropa, si sarebbe fermato a pregare vicino a una fontana. Secondo altri invece l’origine è da ricercare nel colore scuro dell’acqua di una fontana, dovuto al fatto che sul fondo c’erano delle alghe scure, appunto Fontana Mora.
Le case del borgo sono costruite intorno alla chiesa di Sant’Antonio, costruita sulla viva roccia nel XV secolo e ricostruita interamente nel 1679 dopo che una frana l’aveva danneggiata.

Gressoney-Saint-Jean

Si trova in una vasta piana alluvionale a 1385 metri sul livello del mare. Saint-Jean fu fondato  alla fine del ‘200 dai Walser, popolazione di origine germanica, che diedero vita in questa valle a numerosi villaggi autosufficienti, molti dei quali su ripiani soleggiati sui fianchi delle montagne. Qui è sempre stata favorita la comunicazione col Piemonte (con la Valsesia) e con la confinante Val d’Ayas, essendoci il collegamento con importanti valichi come il Colle della Valdobbia e il Colle della Ranzola. Quest’ultimo fu un valico molto frequentato dai viaggiatori stranieri nell’Ottocento in quanto qui si trovavano confortevoli alberghi. Una lapide sul colle ricorda il passaggio di Tolstoj.

Tra metà XIX secolo e inizio XX, il volto urbano di Gressoney  mutò radicalmente. Lo sviluppo turistico e l’arrivo della regina Margherita, incrementarono le attività commerciali e determinarono la costruzione di eleganti residenze.

Dal paese si può vedere la testata della valle chiusa dal Monte Rosa con il ghiacciaio del Lys  e con le cime del Castore (4226 m), dei Lyskamm (Occidentale, 4481 m e Orientale, 4527 m) e della Piramide Vincent (4215m).

Gressoney La Trinitè

Paese di 300 abitanti ai piedi del Rosa fondato nel XII secolo dai Walser provenienti probabilmente dal Vallese attraverso il Colle del Teodulo. Da qui è possibile comunicare con la confinante Val d’Ayas attraverso il Colle di Bettaforca. La chiesa parrocchiale dedicata alla Santissima Annunziata fu edificata nel XVII secolo su una cappella del ‘400.


A Verres si dirama la strada della Val d’Ayas, che porta ancora alle pendici del Monte Rosa. La Val d’Ayas è percorsa dal torrente Evançon. E’ lunga 32 chilometri e sale dai 391 metri di altitudine di Verres ai 1568 metri di Champoluc, frazione di Ayas nella parte terminale della strada percorribile in auto.

Sommarese

E’ una frazione di Emarese, comune situato poco sopra Saint-Vincent, non ancora nella vera e propria val d’Ayas. A circa 1200 metri di altezza, si trova su un ripiano soleggiato che domina tutta l’alta valle d’Aosta. Nelle giornate terse si possono ammirare tutte le vette più importanti della valle centrale: il Monte Emilius, sopra Aosta, il ghiacciaio del Rutor e il Monte Bianco in fondo a chiudere la valle. Da qui attraverso il Col de Joux si può scendere su Brusson in Val d’Ayas.

Brusson

Sorge a 1338 metri di altitudine all’incrocio delle strade per il Col de Joux verso Saint-Vincent e per Gressoney  attraverso il Colle della Ranzola. Nella zona già i Salassi e i Romani erano stati attratti dai giacimenti auriferi. Tra il 1900 ed il 1915 la Société des Mines d’or de l’Évançon prima e poi la società inglese The Évançon Gold Mining Company Ltd. sfruttarono la ricca miniera d’oro di Tchamousira. Negli anni ’20 fu costruita una diga e quindi un lago artificiale per alimentare la centrale idroelettrica di Isollaz.

 

Castello di Graines

Il castello presenta la tipologia primitiva dei castelli valdostani con una torre al centro di un perimetro di mura. Fu eretto nel XI secolo su uno sperone roccioso sulla strada di accesso a Brusson. Il recinto delle mura segue la naturale ondulazione del terreno e racchiude la torre, la cappella, con abside circolare e campanile a vela, e alcuni edifici abitativi.

Champoluc

Frazione di Ayas situata nella parte terminale della valle stessa ad un’altezza di 1568 metri. Da qui una funivia porta al pianoro del Crest a 1975 metri sul livello del mare, noto per lo sci e come base per la partenza di numerose passeggiate. Nel paese lsi trova a chiesa parrocchiale di Sant’Anna. La strada aperta al traffico prosegue ancora per pochi chilometri fino alla frazione di Saint-Jacques.


Da Chatillon si diparte la Valtounenche, famosa perchè al suo termine si ha Breuil-Cervinia, la nota località ai piedi del Cervino. La valle è solcata dal torrente Marmore, è lunga 26 chilometri e sale dai 549 metri di altitudine di Chatillon ai 2050 metri di Breuil-Cervinia.

Lago Blu

Il suo vero nome è Lago Layet,  ma viene chiamato Blu perché sul fondo del lago alcune alghe riflettono queste sfumature di colore. Non lontano da Cervinia, nelle sue acque, se il cielo è sereno, si riflette perfettamente il Cervino.

Una foto panoramica della Valtournenche che ho scattato diversi anni fa sul percorso che dal centro omonimo porta a Chamois, il paese, ormai stranoto, che si raggiunge solo a piedi o in funivia.


Da Aosta inizia la valle del Gran San Bernardo che conduce al Colle del Gran San Bernardo al confine con la Svizzera. E’ lunga 39 chilometri e sale dai 583 metri sul livello del mare di aosta ai 2473 metri del Colle del Gran San Bernardo. Al termine della valle si trovano il Mont Velan sul confine italo svizzero e il Grand Combin completamente in territorio svizzero.

Gignod

A circa 8 chilometri da Aosta, percorrendo la strada statale del Gran San Bernardo, nel punto in cui si dirama la Valpelline, si trova il primo comune della Comunità Montana del Grand Combin, situato sulla destra orografica del torrente Buthier, a 988 metri di altitudine. Gignod è localizzato sul tracciato della Via Francigena. Tra i monumenti spiccano la tozza torre quadrata, databile attorno all’XI secolo e la chiesa parrocchiale di Sant’Ilario.

Etroubles

Percorsi altri 8 chilometri sulla statale del Gran San Bernardo a 1270 metri di altitudine si trova Etroubles. Anche questo paese si trova sulla via Francigena, ed è stato sempre transito importante per il Colle del Gran San Bernardo. Il più famoso passaggio è quello dell’esercito Napoleonico nel maggio del 1800.

Saint-Rhemy-en-Bosses

In epoca romana sul posto sorgeva un importante mansio a controllo della strada. Dopo la caduta dell’impero romano, subì le invasioni degli Unni, dei Burgundi, dei Longobardi, dei Carolingi e dei Saraceni, passando di mano in mano tra il VI al X secolo. Al re burgundo Gontrano, battezzato da San Remigio arciverscovo di Reims, pare si debba il nome del paese. A 1619 metri di altitudine è l’ultimo borgo prima del Colle del Gran San Bernardo. Poco dopo aver oltrepassato il paese si trova l’ingresso al tunnel del Gran San Bernardo che permette di entrare in Svizzera senza salire al Colle. Il luogo è noto il prosciutto (Jambon de Bosses) lavorato in maniera particolare.

Colle del Gran San Bernardo

Valico alpino delle Alpi Pennine tra Italia e Svizzera a quota 2.473 metri sul livello del mare, collega l’italiana valle del Gran San Bernardo con la svizzera valle d’Entremont (Martigny). Nel 1035, ad opera di San Bernardo di Mentone, si costruì sul colle un Ospizio allo scopo di ricoverare i numerosi viaggiatori. A partire dal XVI secolo, i canonici dell’ospizio allevavano grossi cani molossoidi, per la guardia e protezione dell’Ospizio e per il trasporto. A partire dall’800, da questi cani si selezionò la razza oggi nota come Cane di San Bernardo.

Il valico, a causa della sua posizione, è esposto a venti quasi incessanti e ad una temperatura che oscilla tra un minimo di -30°C ed un massimo di +19°C. La caduta di neve annuale raggiunge, e a volte supera, i venti metri. Lo scenografico lago del Gran San Bernardo occupa la conca denominata Piano di Giove ed è diviso tra Italia e Svizzera.


Da Aymaville ha inizio la Valle di Cogne inserita nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. La valle è percorsa dal torrente Grand Eyvia (letteralmente Grande Acqua) che confluisce nella Dora Baltea all’altezza di Aymaville. E’ lunga 20 chilometri e sale dai 640 metri di altitudine di Aymaville ai 1544 metri di Cogne. Da qui si diramano due valli principali: la Valnontey ai piedi del Gran Paradiso e il vallone dell’Urtier e la Valeille, seguendo ancora il torrente Gran Eyvia, fino a Lillaz, nota per le cascate.

Pont d’Ael

Dopo Aymaville, iniziando la strada della val di Cogne si trova Pondel. Tra le case del paese si trova il ponte-acquedotto romano sul torrente Grand Eyvia edificato nell’anno 3 A.C. per l’irrigazione e il rifornimento di acqua per la città di Augusta Prætoria Salassorum, l’odierna Aosta, appena fondata. L’acquedotto è lungo 6 chilometri, il ponte è lungo 60,46 metri e largo 2,26 metri. Il suo unico arco si allunga sulla gola, larga solo 12 metri, ma profonda 66. Il ponte si può percorrere nella parte alta della conduttura dell’acqua, sia nella parte interna sottostante nella galleria di controllo.

Cogne

Comune di 1400 abitanti a 1544 metri di altitudine, si compone di numerose frazioni. Il toponimo Cogne in patois valdostano significa “angolo”. Fino agli anni ’70, Cogne è stata un importante centro minerario per l’estrazione del minerale di ferro, i cui filoni minerari principali erano sfruttati nelle miniere di Colonna, Liconi e Larsinaz. Il minerale estratto (principalmente magnetite) veniva poi inviato all’acciaieria Cogne di Aosta per la lavorazione utilizzando una ferrovia a scartamento ridotto. La miniera venne definitivamente chiusa nel 1979. Qui ci troviamo nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, istituito nel 1922 dal re Vittorio Emanuele III e che, precedentemente, era stato territorio di caccia del re Vittorio Emanuele II. Nel paese è noto il prato di Sant’Orso con il Gran Paradiso sullo sfondo.

Lillaz

Frazione di Cogne a 1610 metri di altitudine, sviluppata su lato sinistro del torrente Urtier raggiungibile in auto o a piedi con una passeggiata lungo il torrente da Cogne. A Lillaz la val di Cogne si suddivide nella Valeille e nel vallone dell’Urtier. Le cascate di Lillaz sono formate torrente Urtier poco sopra l’abitato della località; all’inizio del sentiero che porta alle cascate è stato creato un piccolo parco geolitologico con la sistemazione di blocchi di rocce delle differenti litologie dell’area con pannelli esplicativi. Il sentiero percorre il corso delle cascate che compiono tre salti per complessivi metri 150 di altezza.


Senza addentrarsi in una specifica valle, salendo sopra Saint-Pierre, si trova un bellissimo balcone sulla valle centrale e sulle valli del parco.

Saint-Nicolas

In un ampio pianoro sul versante orografico sinistro della Dora, a 1200 metri di altitudine e a 15 km dalla città di Aosta, si trova Saint-Nicolas, da cui si gode di un panorama sulla valle centrale che spazia dal Mont Emilius, alle valli del Parco del Gran Paradiso e al ghiacciaio del Rutor. Numerose sono le comode passeggiate su facili sentieri per osservazioni naturalistiche nell’area del Bois de la Tour.

Vens

Frazione del comune di Saint-Nicolas, il villaggio di Vens, circondato da orti fioriti d’estate, è formato da un compatto ammasso di case impiantate su un altipiano tra i terrazzi un tempo cerealicoli a monte e i prati irrigui a valle. Al centro si trovano la fontana, il forno, la latteria “turnaria” e la scuola, mentre la cappella, costruita nel 1871 e dedicata a San Bernardo e a San Leonardo, è in posizione isolata e domina la valle.

Vetan

Frazione del comune di Saint-Pierre a 1671 metri di altitudine, punto di partenza per le escursioni verso il Mont Fallere, ma anche terrazzo panoramico sulla valle centrale e sugli imbocchi della Valsavarenche, della Val di Rhemes e della Valgrisenche. La cappella di Vetan è circondata da un prato e sedersi qui ritempra lo spirto.

 


Quasi giunti nella parte più alta della valle centrale, ai piedi del Monte Bianco si trova la deviazione per il Colle del Piccolo San Bernardo. La deviazione si trova a Prè St-Didier e passando da La Thuile si arriva al valico che conduce in Francia

Prè-Saint-Didier

Il paese si trova a 1004 metri di altitudine nella Valdigne, l’alta valle della Dora Baltea. Il suo territorio si estende ai piedi dell’orrido di Verney, formato dal torrente Dora di Verney, all’imboccatura del vallone di La Thuile. Dal paese si apre la vista del Monte Bianco e delle Grandes Jorasses col Dente del Gigante. Percorrendo il sentiero che costeggia l’orrido, accanto alla cascata si ha anche la sorgente di acqua calda, che viene poi utilizzata nelle terme del paese. Le foto che propongo sono diapositive di qualche anno fa acquisite con lo scanner.

Colle del Piccolo San Bernardo

Il valico a 2188 metri sul livello del mare collega il vallone di La Thuile con la Val d’Isere in Francia. Il colle è frequentato fin dall’antichità infatti le tracce di un vasto cerchio di pietre, o cromlech, formato da 46 pietre, sono ancora visibili oggi. L’Ospizio Mauriziano risale al periodo, intorno all’anno Mille, quando arrivò in questa zona San Bernardo. E’ rimasto attivo sino al secondo conflitto mondiale, quando i tedeschi ne fecero una base militare e poi lo saccheggiarono prima di fuggire. Colpiscono le verdi distese erbose e con brevi passeggiate si possono raggiungere laghi anche in territorio francese. Anche in questo caso le immagini sono diapositive scansionate.