Castelvecchio di San Gimignano

L’area su cui sorge Castelvecchio, tra Volterra e San Gimignano, è stata abitata già in epoca etrusca, dove forse era situata una sorta di rupe sacra.

In epoca longobarda Castelvecchio fu sede di una fortificazione. Nel XII secolo si dotò di un nuovo cassero e di una nuova cinta muraria ellittica dal perimetro di circa 600 metri e divenne una vera e propria cittadella fortificata con una struttura difensiva. All’interno delle mura erano ospitati vari edifici militari e religiosi.

Tutta la sua ricchezza derivava dal fatto di essere al confine tra i due contendenti San Gimignano e Volterra: facendo da ago della bilancia riusciva a guadagnare da tutti e due. Ma tra il 1310 e il 1320 venne costruita la nuova fortezza di Castel San Gimignano che divenne il nuovo motivo di scontro tra i due contendenti lasciando Castelvecchio al suo destino. Fatale fu la peste del 1348 che decimò la popolazione.

Nel 1353 vivevano nel borgo solo poche decine di boscaioli e pastori.

All’inizio del XVII secolo Castelvecchio era ormai totalmente abbandonata.

Come arrivare

Sulla strada che collega San Gimignano a Castel San Gimignano, all’altezza del borgo di San Donato si imbocca una sterrata, seguendo le indicazioni  per la riserva naturale di Castelvecchio, che porta ad un parcheggio.

Le ginestre fiorite nei pressi del parcheggio

Lasciata l’auto si procede per una comoda strada pianeggiante fino all’agriturismo tenuta di Castelvecchio.

Si tralascia la deviazione per il punto panoramico che allungherebbe la passeggiata di un paio di chilometri. Le torri e il sito del borgo sono visibili anche percorrendo la strada.

La tenuta di Castelvecchio
I resti delle tombe etrusche

Qui il sentiero inizia a scendere, sempre ben segnalato, fino ad arrivare ad attraversare il Botro di Castelvecchio.

Ciclamini sul sentiero
Il Botro di Castelvecchio in secca

Una breve risalita ci conduce all’accesso al sito archeologico. Ad un certo punto la strada è sbarrata da una catena, in quanto proprietà privata, ma con un po’ di attenzione si può visitare.

I ruderi di Castelvecchio sono ormai immersi nei folti boschi di cerri, querce e lecci. La collina è circondata da due strette valli formate dal Botro della Libiaia e dal Botro di Castelvecchio.

Il silenzio circonda i ruderi.

L’accesso al borgo avviene dalla torre del mastio dove un tempo era collocato il ponte levatoio e la porta di accesso. Il mastio si presenta fortemente lesionato ed è costituito da una massiccia torre a pianta quadrata. Da qui inizia quella che doveva essere la via principale del castello. Su di essa si affacciavano un po’ tutte le abitazioni.

La via culmina presso la chiesa di San Frediano.

Nella parte sud-ovest del poggio è ancora presente una torre che si è conservata quasi intatta. Da qui il panorama verso Sud è notevole.

Sulla strada del ritorno il borgo di San Donato.

Prendo a prestito il video col drone effettuato da Valerio Mannucci, che ci mostra dall’alto il territorio e la collocazione dell’antico castello.

L’intero percorso si effettua comodamente in circa 3 ore e consta di circa 8 chilometri.