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Il giro di Cima Una e delle Crode Fiscaline in Alta Pusteria

Questa è la classica escursione nelle Dolomiti di Sesto, in Val Pusteria. Riserva scenari vari e affascinanti tra le vette più famose, tra le quali le Tre Cime di Lavaredo.

 

Prima di passare alla descrizione dell’itinerario due note.

La prima è una curiosità sul nome della vetta delle Crode Fiscaline attorno a cui si svolge il giro: “Cima Una”. Si chiama così perchè appartiene alla Meridiana di Sesto: l’orologio in pietra più grande del mondo. Da Sesto in Val Pusteria il sole traguarda le varie vette alle diverse ore del giorno fornendo un’indicazione dell’ora, ovviamente approssimativa.

Le cime che compongono la Meridiana di Sesto sono:

  • Cima Nove anche conosciuta come Pala del Popera (Neunerkofel), 2.582 m s.l.m.
  • Cima Dieci, più nota come Croda Rossa di Sesto (Sextener Rotwandköpfe), 2.965 m s.l.m.
  • Cima Undici (Elferkofel), 2.926 m s.l.m.
  • Cima Dodici (Zwölferkofel), più nota come Croda dei Toni, 3.094 m s.l.m.
  • Cima Una (Einserkofel), 2.598 m s.l.m.

La seconda riguarda un avvenimento che fortunatamente non ebbe conseguenze tragiche per le persone: nel 2007 da Cima Una si staccò una gigantesca frana che coprì di polvere l’intero fondovalle fino a Sesto. Ancora oggi si vedono evidenti nella montagna i segni della roccia che si staccò.

Passiamo alla descrizione dell’itinerario che è piuttosto impegnativo in quanto il percorso di 18 Km e il dislivello più di quasi 1200 metri. Lungo il cammino si trovano diversi rifugi gestiti; suddividerò il racconto inserendo le immagini del tragitto da rifugio a rifugio.

Dal parcheggio nei pressi di Moso al Rifugio Zsigmondy-Comici (2224 m) attraverso il Rifugio Fondo Valle (1533 m)

In questa prima parte dell’itinerario viene superata la maggior parte del dislivello lungo l’alta Valle Fiscalina risalendo pendii sassosi e costeggiando il lato di Cima Una da cui ebbe origine la frana. Verso il fondo della valle si fa sempre più evidente il profilo imponente ed elegante della Croda dei Toni. Mentre proprio la centro della valle attira l’attenzione la curiosa sagoma de La Lista. Un’ultima salita e si raggiunge il rifugio Zsigmondy-Comici in posizione incredibilmente panoramica di fronte alla Croda Rossa di Sesto e alla Croda dei Toni.

Il rifugio prende il nome da due alpinisti rispettivamente italiano e austriaco e nel periodo fascista fu chiamato Rifugio Benito Mussolini.

Dal Rifugio Zsigmondy-Comici al Rifugio Pian di Cengia (2528 m)

Dopo una breve sosta al rifugio Comici, si riprende a salire fino al Passo Fiscalino (2619 m). Da qui si possono vedere tutte le vette della cornice rocciosa che circonda la Val Fiscalina. In prossimità del passo inizia la “Strada degli Alpini”, resto della Prima Guerra Mondiale, in parte ferrata, che porta verso Cima Undici. Oltrepassato il  passo, percorrendo una cengia che sporge dalla roccia, sottile, ma ben tracciata, si arriva al rifugio Pian di Cengia.

Dal Rifugio Pian di Cengia al Rifugio A. Locatelli –  S. Innerkofler (2405 m)

Lasciando il rifugio Pian di Cengia il sentiero, tra resti di postazioni belliche, porta alla Forcella Pian di Cengia (2522 m). Uno sguardo indietro mostra tutte le cime, lambite in precedenza, più da lontano, in modo da avere un magnifica visione d’insieme. La Forcella va discesa fino a raggiungere l’Alpe dei Piani, tra detriti e nevai in una traccia sempre evidente, ma impegnativa.

Lo scenario cambia totalmente: in lontananza si vedono il Rifugio Locatelli e uno dei Laghi dei Piani ancora gelato, mentre la cresta ricca di pinnacoli di pietre delle Crode dei Piani appare più vicina. Il sentiero corre proprio sotto questa cresta e sotto la parete Nord del Paterno.

Le forme assunte dalle pietre erose dalla pioggia e dal vento sono stupefacenti, alcune sembrano animali fantastici, altre regine e re; si capisce come possano essere nate leggende fantastiche tra gli abitanti di queste zone.

 

Le cime a Nord Ovest, che si vedono avvicinandosi al rifugio sono magnifiche: la Torre di Toblin, il Sasso di Sesto, il Sasso Vecchio, il Monte Rudo e la Croda dei Rondoi. Appena si arriva al rifugio appaiono imponenti le Tre Cime di Lavaredo, la montagna più nota delle Dolomiti. Anche se la loro immagine si è vista milioni di volte, al loro cospetto ci si sente piccoli e non si può che rimanere affascinati. Spero di comunicare questa sensazione con le mie foto.

Il rifugio Locatelli – Innerkofler (in tedesco Dreizinnenhütte) è intitolato a Antonio Locatelli: aviatore, giornalista, politico, alpinista, accademico del CAI che, durante la prima guerra mondiale, si distinse come pilota dell’aviazione militare; partecipò anche al famoso volo su Vienna con D’Annunzio. E a Sepp Innerkofler alpinista e militare austriaco, arruolatosi volontario nonostante l’età avanzata negli Standschützen, con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale,  cadde in combattimento durante un’azione sul monte Paterno, la cui conquista avrebbe consentito agli austro-ungarici di controllare le forze italiane nel settore di Lavaredo.

Dal rifugio Antonio Locatelli al punto di partenza

Dopo una sosta al rifugio e dopo avere osservato bene il panorama da tutti i punti di vista passeggiando nei dintorni, non resta che tornare al punto di partenza. Si percorre tutta la valle del Sasso Vecchio fino a immettersi di nuovo nel sentiero di partenza al rifugio Fondo Valle. Appena iniziato il vallone conviene guardare indietro per fare ancora un confronto tra l’imponenza delle Tre Cime che spuntano enormi e il rifugio Locatelli o qualunque altro riferimento, come un crocifisso, un fienile o delle persone. Continuando la discesa, si possono ammirare le guglie illuminate dalla luce radente del tardo pomeriggio delle Crode Fiscaline.

 

Un’ultima curiosità: molte delle cime descritte vengono definite “croda”, quindi riporto il significato della parola ripreso dal vocabolario Treccani: nella regione dolomitica, morfologia speciale delle guglie costituite da dolomia, quando sono isolate da canaloni e presentano pareti nette con spigoli vivi al loro incrocio.

Per finire inserisco una cartina molto approssimativa del percorso