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Valle d’Aosta (5) – Escursioni da Lillaz

Inizio la descrizione di escursioni giornaliere che richiedono un po’ di impegno fisico, la dotazione di scarponi adatti al trekking e di giacca impermeabile.

Ne propongo due in Val di Cogne, una delle valli note per il Parco Nazionale del Gran Paradiso. La partenza è dalla frazione di Lillaz a 1614 metri.

L’anello Bardoney – Lago di Loie

L’itinerario è un anello di 9 chilometri per un  dislivello complessivo di circa 800 metri. Si svolge completamente all’interno del Parco. Conviene percorrerlo nel senso orario, salendo al lago attraversando parte del vallone dell’Urtier e di Bardoney, in quanto il sentiero che affronteremo in discesa è molto ripido e percorrerlo in salita è piuttosto faticoso. Inoltre camminare lungo il fiume e inoltrarsi nel bosco, permette di osservare un paesaggio quasi incantato e incontrare anche qualche esemplare della fauna locale.

 

Dopo aver attraversato il bosco si entra nel vallone di Bardoney. Qui le marmotte abbondano e non hanno paura, anzi sembra quasi che posino per una foto.

Salendo il dosso che costeggia un lago ormai inesistente ci si riporta in vista del vallone dell’Urtier. Verso Ovest la valle di Cogne, con le miniere di Colonna abbarbicate sul fianco della montagna, verso Est la Finestra di Champorcher che mette in comunicazione con la bassa valle; in basso la strada, chiusa al traffico, che percorre tutto il vallone con gli alpeggi abbandonati. I colori iniziano a essere quelli autunnali.

 

Con una diagonale di qualche centinaio di metri si arriva al lago di Loie, che nella sua conca appare di un bel colore verde, ma piuttosto anonimo. Però girandoci attorno i colori e i riflessi sull’acqua stupiscono per la loro bellezza.

 

Il sentiero in discesa è piuttosto noioso e ripido, tutto nel bosco, prima di scendere ancora un’occhiata alla valle; si vedono Cogne e le sue frazioni Lillaz e Gimillan.

Alla fine della discesa ci ritroviamo alle famose cascate di Lillaz e lo spettacolo non manca.

 


Le Miniere di Colonna e il Vallone dei Liconi

Appena oltrepassata la frazione di Moline, si imbocca il sentiero n. 5 sulla sinistra della strada che porta a Lillaz. Quasi subito il sentiero sale con pendenza costante nel bosco. Alle nostre spalle si vede Cogne e tutta la Valle che punta in direzione Ovest. La giornata è limpida e si può vedere il Monte Bianco che dista in linea d’aria 50 chilometri. La salita è un po’ noiosa, ma si possono vedere farfalle e piccoli rapaci, anche la vista sul Gran Paradiso piano piano si apre e diventa sempre più ampia.

 

Quando si esce dal bosco, la pendenza del sentiero aumenta, ma la meta è visibile in alto: le Miniere di Colonna. Verso il basso vediamo ancora Cogne tra i fiori che, nonostante la stagione estiva stia finendo, resistono sul pendio.

I giacimenti di magnetite di Cogne erano conosciuti fin dal Medioevo, il primo documento uffciale che ne attribuisca la proprietà al vescovo di aosta è del 1433. Nel 1679 furono vendute al comune di Cogne, ma rimasero ancora per molto tempo inattive. Fu soltanto agli inizi dell’ 800 che vennero sfruttate intensamente grazie al Dottor Grappein sindaco del paese. Egli aveva intuito che il problema principale era il trasporto del materiale alle fonderie. Infatti dalla coltivazione a cielo aperto di Liconi a 2520 metri sulle pendici del Monte Creya, il materiale veniva trasportato con delle slitte e poi con delle bestie da soma fino a Vieyes a da qui alle officine. Grappein fece costruire una strada da Vieyes a Cogne, cui tutti diedero il loro contributo o in terreni o in giornate di lavoro. Successivamente organizzò l’estrazione in modo “comunistico” tra gli abitanti di Cogne. Questo sistema che durò una ventina d’anni procurò enormi benefici economici agli abitanti di Cogne. Grappein lottò a lungo contro le pretese degli industriali che contestavano il prezzo del minerale, tenuto alto dal regime di monopolio e contro il governo, che appoggiava gli industriali. Ma alla fine il governo concesse a una società privata la possibilità di effettuare ricerche minerarie e aprire un nuovo giacimento. Nel 1909 fu fondata la Società “Miniere di Cogne” e iniziò la costruzione dei fabbricati di Colonna a 2387 metri. Nel 1916 la società Ansaldo divenne proprietaria della miniera; successivamente nel 1927 il governo fascista fondò la Società Anonima Nazionale Cogne e negli anni ’30 e ’40 si ebbe il periodo di massima efficienza produttiva. Negli anni ’60 l’attività era ancora intensa e fu costruito a Cogne un villaggio per i minatori, successivamente si verificò un rapido calo di produzione e la miniera fu chiusa a marzo del 1979.

Arrivati all’edificio scopriamo che, probabilmente per sicurezza è stato recintato, quindi non resta che scattare qualche foto all’esterno. La cappella, a differenza degli altri edifici, appare ristrutturata, magnifica la vista sul Gran Paradiso.

In un’escursione fatta qualche anno fa eravamo entrati all’inteno dell’edificio, dove si poteva camminare in sicurezza e queste sono le immagini che avevo raccolto.

Così decidiamo di continuare lungo il Vallone di Liconi, antico luogo di coltivazione all’aperto della miniera di ferro.

 

Un ultimo sguardo al Gran Paradiso e inizia la discesa, dobbiamo ripercorrere i 960 metri fatti in salita….. il tempo sta cambiando.