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Giro ad anello intorno a La Verna

Il percorso di circa 7 chilometri si snoda nella faggeta e abetaia intorno al santuario de La Verna.

Si parte da La Beccia (950 metri circa), imboccando la vecchia via pedonale che porta al santuario. Si iniza subito a salire e si nota sulla sinistra, tra bei prati, la parete rocciosa su cui si tova il santuario. Si tratta di un enorme macigno calcareo uscito dal mare e oggi “galleggiante” su una grande massa d’argilla. La stessa struttura la ritroviamo nei “Sassi Simone e Simoncello” che ossrveremo dalla vetta del Monte Calvano e che si trovano non lontano da Urbino.

In cima alla salita sulla sinistra si trova un cancello. Si oltrepassa, iniziando il sentiero 53 che si inoltra nella faggeta costeggiando la parete rocciosa del Monte Penna.

Questa parte del percorso prende il nome di “Bosco delle fate” per l’atmosfera che lo caratterizza. In primavera il tenue verde delle foglie dei faggi appena nate, il silenzio dovuto al fatto che ci sono veramente poche persone, i massi ricoperti di muschio, rendono l’esperienza toccante.

In alcuni tratti il panorama si riapre verso il Valdarno.Dopo circa un chilometro si trova un agglomerato di massi, da un’apertura esce aria davvero gelida anche in estate, tale apertura è chiamata “la ghiacciaia”. Qui i frati conservavano il cibo in estate.

Arrivati ad un bivio si prende il sentiero 56 che porta alla Croce della Calla.

Qualche raggio di sole filtra tra le foglie e illumina il bosco con una luce magica.Prima di arrivare alla Croce della Calla, si trova la Grotta di Fra David. Qui il novizio trascorreva i suoi momenti di preghiera e morì probablmente per una caduta accidentale non lontano da questo grande masso.Le violette hanno colonizzato un grande masso.

Alla Croce della Calla si ignora il sentiero che riporta verso il santuario e si prosegue per la vetta del Monte Calvano (1250 metri circa).

E’ facile immaginare perchè il Monte Calvano si chiama così: la cima è coperta da un prato enorme dal quale la vista spazia dalla Val Tiberina, alla parte più settentrionale dell’Appennino tosco-marchigiano, e all’Appennino tosco-romagnolo.In lontananza, come preannunciato, si distinguono il Sasso Simone e Simoncello.

Si ritorna verso il santuario.

La Verna è il più famoso dei conventi del Casentino e uno dei luoghi più rilevanti del francescanesimo. La fondazione di un primo nucleo eremitico risale alla presenza sul luogo di San Francesco nel 1213. L’impulso decisivo allo sviluppo di un grande convento fu dato dall’episodio delle stimmate (1224), avvenuto su questo monte, prediletto dal santo come luogo ideale per dedicarsi alla meditazione

Subito sotto la basilica e facilmente raggiungibile dall’area esterna chiamata Quadrante è possibile scendere fino alla parte inferiore del Sasso Spicco. Qui San Francesco venisse a ritirarsi in preghiera e infatti proprio qui si trova una grande croce in legno.Ritorniamo a La Beccia per la strada pedonale e anche il racconto fotografico si chiude così come era iniziato, con la rupe, simile ad una scogliera su cui è stato edificato il santuario.