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Tuscania

Cittadina di circa 8000 abitanti, si trova in provincia di Viterbo nella Tuscia. In mezzo alla campagna appare circondata dalle mura medievali, ma il suo aspetto non è severo, anzi comunica  dolcezza e calma, forse a causa delle sue costruzioni in pietra tufacea color ocra che si illumina al tramonto.

Cercherò di descrivere il luogo attraverso gli scatti che ho fatto nelle mie visite, sperando di comunicare principalmente le sensazioni provate, facendo conoscere la città attraverso il mio sguardo e le cose che mi hanno colpito.

Quello che può spingere a visitare Tuscania sono le due bellissime chiese romaniche di Santa Maria Maggiore e di San Pietro.

San Pietro

La chiesa di San Pietro è un gioiello dell’arte romanico-lombarda. Posta sulla sommità dell’omonimo colle, affiancata da due alte torri di avvistamento, mostra  la sua facciata e il suo bianco rosone da un sagrato erboso arricchito da sarcofagi etruschi. Fondata nel VIII secolo, la basilica fu quasi interamente ricostruita nel secolo XI in stile romanico lombardo.

Santa Maria Maggiore

Sorge ai piedi del colle di San Pietro e probabilmente nel VI secolo era già stata eretta. La chiesa venne ricostruita nel XI secolo con pianta a T e modificata nel XII secolo in forme romaniche. Agli inizi del XIII secolo fu allungata, comprimendo il sagrato in modo tale che la torre campanaria rimane davanti alla facciata.

Però non ci si deve limitare alla visita delle due chiese appena descritte che si trovano fuori porta. Bisogna entrare dentro le mura e camminare nelle vie, scoprire che ci sono ancora tante bellissime chiese (purtroppo chiuse e quindi non visitabili all’interno), che ogni angolo è caratteristico e ben tenuto.

E poi deviare ancora fuori porta per raggiungere l’abbazia di San Giusto restaurata e fruibile dopo anni di abbandono. Sulla strada che porta a San Giusto ci si imbatte in una chiesetta, una specie di cappella esempio di architettura rinascimentale, al bordo della strada in aperta campagna: la Madonna dell’Olivo.

Madonna dell’Olivo

Abbazia di San Giusto

Il monastero si affaccia sulla valle del fiume Marta, protetto da colline su entrambi i

A San Giusto si possono ritrovare tutte le parti di un’abbazia cistercense del XII secolo,: la Chiesa , la sala capitolare (per la discussione, l’insegnamento, e la spiritualità di gruppo), lo Scriptorium (per attività di studio e intellettuali), il Refettorio (dove venivano serviti i pasti), il dormitorio, e il Cellarium (per le attività pratiche, lavoro manuale, e la conservazione degli alimenti). Sul lato occidentale dell’abbazia sono edifici per i Conversi, o fratelli, che non avevano stato clericale, ma che vivevano e lavoravano al monastero come laici.

Dopo secoli di abbandono il restauro è terminato nel 1994 e oggi accoglie un lussuoso agriturismo.

 

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